IL DARDO DEL 5 MAGGIO 2018 – UN GRAZIE AL COMPAGNO TONY FILONI

By | 6 maggio 2018

Così come il Biellese ha nutrito ed accolto il terrorismo negli anni di fuoco tra i Settanta e gli Ottanta, ossia con un certo velo di riserbo, allo stesso modo, oltre trent’anni dopo, osiamo finalmente ricordare i morti di quel periodo oscuro: in modo assolutamente disordinato e grazie all’invettiva di un solo sindaco, ma fornendo un minimo segnale di contro bilanciamento. Certo, ogni anno deponiamo una corona in Largo Cusano, a Biella, dove fu assassinato il vice questore, ma per il resto ci dimentichiamo che una mattina dei primi anni ’80 il Biellese si accorse di non essere soltanto un luogo di passaggio per le Br e per i terroristi di Prima Linea, come si voleva credere, ma un vero e proprio cuore pulsante del cancro.

Durante le ultime quattro decadi la sinistra locale ha sempre sminuito il fenomeno, non gli ha dato il dovuto peso: c’era qualche ragazzo, qualche fiancheggiatore, nulla più, dicevano e dicono un po’ per pulirsi la coscienza rossa (da comunisti) coloro che negli anni ne hanno detto o scritto. E invece io ero bambino, ma ricordo molto bene che Occhieppo Superiore, il mio paese, era praticamente un covo di terroristi. Quando arrestarono Sergio Corli, Occhieppo Superiore era sostanzialmente  uno degli arsenali d’armi del nord Italia. Ed oltre agli arresti, narravano i vecchi di un fuggi fuggi per occultare testi e libri da parte di chi terrorista non era ma, diciamo, ben guardava verso le Br e conservava documenti. Giusto per citare un aneddoto, nel 1975 il cavalier Elso Levis in Comune era candidato per il Pci e aveva come avversario proprio Sergio Corli, ancora più a sinistra della sinistra, come i fatti dimostrarono poi.

Festeggiamo il 25 aprile, ricordiamo una guerra civile lontana, ma ci dimentichiamo del tutto, o quasi, che non troppo tempo fa italiani uccidevano italiani innocenti per strada. Come il giovane Rinaldo Antonino, guardia giurata, che fu assassinato a Mongrando mentre svolgeva il suo lavoro fuori da una banca. Lui morì senza sapere il perché, i molti assassini degli anni di piombo, fra cui il suo, oggi sono liberi o in regimi d semi libertà o ai lavori socialmente utili. Vivi. E’ per questo che pur senza dover scoperchiare una pentola piena di dolore che troppo spesso viene dimenticata, ringrazio Tony Filoni, sindaco compagno e revisionista di Mongrando, per il coraggio di ricordare Antonino con una targa ricordo. E questo Dardo vuole essere un piccolo contributo per ricordare, il 9 maggio, le vittime del terrorismo.