IL DARDO DEL 23 GIUGNO: QUANTE FESSERIE SUI CINGHIALI

By | 24 giugno 2018

Sono smaccatamente un sostenitore della caccia. Lo sono per molti motivi, e chi mi conosce lo sa. Il primo è che non sono un ipocrita: mangio la carne e quindi significa che qualcuno, da qualche parte, in un mattatoio (e già il nome dovrebbe far indignare almeno quanto un fucile) uccide gli animali che mangio e talvolta con metodi piuttosto cruenti. In secondo luogo sono certo, perché conosco i dati, che nei nostri territori gli ungulati siano davvero in sovrannumero e il contenimento di certe specie, che danneggiano fortemente l’agricoltura, non sia una caccia all’estinzione. Sono mie convinzioni e capisco e rispetto tutte le persone che la pensano diversamente e che mai se la sentirebbero di uccidere un animale e che preferiscono comprarlo già morto dal macellaio. E così coloro che decidono di mangiare solo verdure. Questi ultimi li rispetto naturalmente di più perché li trovo molto più coerenti.

Fatico però moltissimo a leggere delle vere e proprie prese in giro sul tema dei cinghiali. Ho visto che la Provincia ha deciso di non concedere più autorizzazioni agli allevamenti di cinghiali e ungulati. Ma per favore. Ma davvero si vuol far credere che nel Biellese esistano aziende agricole, o di altra forma, che allevano cuccioli di cinghiale salvo poi abbandonarli in mezzo ai campi per il presunto “piacere” dei cacciatori? Sarebbe come se un allevatore di mucche ad un certo punto decidesse di liberarle.

E poi ci sono delle leggi, e delle regole: se mi girasse la testa e decidessi di prelevare 4 coccodrilli e liberarli nell’Elvo ci sarebbero i carabinieri, ma anche semplicemente le guardie ittico venatorie della Provincia che me lo impedirebbero e questo perché le regole sono chiare. C’è una sola eventualità: che qualche cacciatore per modo di dire acquisti un cinghiale per liberarlo dietro casa e sparargli, ma anche qui ci sono regole: deve poi dire come ha sparato, dove ha messo il capo, etc. Insomma, quello che voglio dire è che se qualcuno in Provincia ha il sospetto che vengano immessi cinghiali da allevamento lo deve segnalare alle autorità, non restringere la possibilità di avviare attività del tutto lecite di chi alleva e vende per la macellazione.

In un territorio dove chiunque volesse cacciarli, i cinghiali, basta solo dotarsi di enorme pazienza e appostarsi per ore e, nei momenti giusti della giornata, certamente porterebbe a casa un bel trofeo. Tutti vediamo i segni dei cinghiali nei campi, a testimonianza che sono tanti. Ma lo sono perché sono prolifici, non perché qualcuno li alleva per immetterli sul territorio. Vorrei proprio sapere chi sono queste imprese. Se esistono davvero spero che i proprietari spieghino come funziona un allevamento. Per il resto mi auguro che si torni a concentrarsi su cose di maggior interesse generale, perché come in ogni estate, quando non c’è più tanto da dire, si tirano fuori le fesserie.