IL DARDO DEL 08 SETTEMBRE: PER UN PUGNO DI SINDACI

By | 9 settembre 2018

La belle notizia è che la Provincia torna ad assumere: dopo anni in cui ci siamo detti che si trattava di un ente inutile, da sopprimere, e Delrio ha pensato bene di creare una transizione, trasformandolo in un ente di secondo livello destinato a morire, oggi scopriamo di esserci clamorosamente sbagliati.

O meglio, che si sono clamorosamente sbagliati. Tutto sta nell’equilibrio che si vuole costruire negli enti locali: quanta rilevanza assegnare alle politiche di un Provincia, più vicine ai cittadini, o quanto invece delegare alle Regioni, strutture complesse e sicuramente più distanti.

Quale sia la forbice, una condizione incontrovertibile è quella che siano i cittadini a scegliere il presidente e il consiglio della Provincia. Se deve esistere e proliferare, come sembra, allora che si torni a far esprimere gli elettori.

Invece non sarà così.

E sarà piuttosto curioso. Il 31 ottobre il presidente plenipotenziario decadrà e si voterà il suo successore fra un pugno di sindaci di paese, nella maggior parte dei casi abituati a gestire qualche problemuccio sul lampione o sul taglio d’erba ai giardini. Al massimo qualche opera pubblica tipo una fontana o l’inserimento di un senso unico o di un’area pedonale. Non vorrei essere frainteso: sindaci preparati e persone a cui stendere il tappeto rosso in questi anni, poiché volontari in un periodo fra i più difficile, ma poco avvezzi a gestire un ente territoriale che necessita di programmazioni ben diverse. Inoltre il fatto che la scelta non ricada neppure su tutti e 78, ma soltanto su un 20% di loro rende tutto ancora più inconcepibile.

Dal 1 novembre ci sarà un nuovo presidente, pare, ma con un consiglio (che conta nulla) ancora vecchio, per cambiare quello bisognerà attendere l’anno nuovo, visto che l’assurda legge scagliona le due elezioni.

E’ un pasticcio che va sistemato, eppure sembra non essere una priorità. E così rischiamo di riconoscere nuovamente importanza ad un ente, ma con una gestione che necessita una riforma urgente. Mi auguro che gli obbrobri creati dal passato governo possano essere sistemati e che presto i biellesi possano tornare a scegliere i loro rappresentanti. Anche in Provincia.