IL DARDO DEL 24 MARZO 2018 – METTIAMO LE BARRIERE NON LE SEDIE PENZOLANTI

By | 5 aprile 2018

 

 

 

 

 

Il dardo punge, è una freccetta che centrando il bersaglio lascia un leggero segno sul tabellone. E in certe condizioni segna un punto. Oggi sulle pagine de La Nuova Provincia inizio una collaborazione che, come un dardo, cercherò di rendere pungente. Sarà una rubrica di parte, talvolta di pancia, talvolta ragionata. Sempre, in ogni caso, offrirà un punto di vista personale su fatti e misfatti del nostro territorio.

Domenica sarà inaugurata l’opera d’arte di un giovane biellese, Lorenzo Gnata, installata sul ponte della tangenziale di Biella. Un dannato ponte, sfortunato nella sua stessa storia, già crollato e ricostruito e purtroppo, da troppi anni, specie quando se ne parla un po’ troppo, meta di tragedie immense come i suicidi.

Saranno fatte penzolare 50 sedie, impiccate e sospese, 25 per lato, in una installazione che giudico discutibile nel mezzo e per certi aspetti anche nel gusto. Ci spiegano invece gli esperti che si tratta di un’opera “dal forte valore simbolico”. Ammetto di non avere un rapporto privilegiato con l’arte contemporanea. La capisco poco, ma diversamente da molti amici radical chic, non ne faccio un mistero fingendo di apprezzarla. Non rientra nelle mie corde. Nello specifico, senza voler togliere nulla al giovane ventenne di Cossato, a cui auguro un roseo futuro artistico a prescindere dalla mia opinione su questo lavoro. Ne faccio però una questione di sostanza. Abitando a Occhieppo Superiore so che in un altro tragico ponte del nostro territorio sono stati scongiurati molti potenziali suicidi, sull’Elvo, grazie alle barriere dissuasive. Sul ponte Pistolesa l’attività del jumping e le barriere hanno limitato fortemente i suicidi. Comprendo anche, in certa misura, la critica di chi sostiene che i potenziali suicidi sceglieranno un altro luogo. Ma almeno cerchiamo di dare concretezza alle nostre azioni. Proviamoci. Facciamo in modo che la Provincia, che pare a detta del suo presidente abbia trovato molte nuove risorse, investa nella sicurezza del ponte. Lasciamo l’arte, legittima, per altri luoghi, scommettiamo sulle barriere